Riccardo's profileLanda Lunare by Riccardo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Lasciate qui le vostre impressioni,suggerimenti e critiche sui miei lavori grafici.
valentinawrote:
ciao riki!!!bello il tuo blog tutto dark..ahhhhh..nn ti fai mai sentire bravo eh..cn la soni tt ok sxero?bacio t voglio bene!!!!!!!
May 28
Dalilawrote:
ciao ricky!frazie per essere passato sul mio space...bello il commento!baci tvttb
Sept. 18
=puffi=wrote:
ehi bello........STUPENDO il tuo spaces...dio.....nn è molto colorato,xò qll ke scrivi è sensazionale...potresti fare lo scrittore^^ ti voglio bene ricky sei unico,fantastico.....ci sentiamo su msn....un bacione tvttttb
Aug. 24
=puffi=wrote:
June 8
Noemywrote:
Riccarduccio ti dico solo che sei un grande!!
Jan. 22
I miei siti preferiti
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June 27 Con più stile, ma senza classeEcco qua, come si racconta una verità
Con musicalità, fa più male e senti qua
Storia per niente divertente, una recita
Su cui tu ci scherzeresti a vita
Perchè non hai capito che la ruota gira tipa
Staccati che la situazione è critica
A tutti voi, con inciucci tipo Monica
Lewinsky, ubriachi come Barney col suo Wiskey
Siete giovani e vi piace avere veri rischi
Ma con i soldi di papà è facile, che t'immischi
Girando e vantandoti di esser trend
Non ti basta una corona per esser re
Diamanti e oro ti doneranno un che
Un fascino, magari tipo un Nek
Ma con i soldi non ti compri l'amicizia
Ne tanto meno con il papi che ti vizia
Un sentimento non è merce e l'avarizia
Ti spiegherà com'è star senza
Se fossimo televisione saresti il Grande Fratello
Se fossimo in città tu saresti il bordello
La bettola peggiore dello zio Lello
E resterai frattaglia in questa città che è macello
Per quelli come me, che volevano il vostro meglio
Dal prossimo settembre maledicete il mio risveglio
Ma non è la pugnalata dell'infame
Ciò che fa più male
Ma quella di chi credevi amico leale
E ti ha tradito in maniera inusuale
Una foto resterà negli annali
Vedrete che vendetta, senza rivali o precedenti,
attenti, annusate i cambiamenti
Perdono ma non mi dimentico di niente
E quella foto sarà il mio movente
La mia persona l'arma e voi l'attenuante
E quando vi ricorderete di noi
Mi sarò già dimenticato i voi...
Resta solo che da dire
Non tutti sono da colpire
C'è anche chi chiede scusa
Non ci vuole tanto, con loro è cosa chiusa
Io ho un altro anno da scontare
E come dice Ax, "zero posto per l'infame"
A tutti voi... A chi mi legge e a chi capisce... Perchè resto con più stile, ma senza classe... June 25 Capitolo 16 - Ho detto scendi!"Ora mi dici tutto" dice Azzurra lanciandosi sul mio letto
"Non è più necessario! Sto' bene adesso!"
"Ecco la sapevo che non mi avresti detto niente!"
"Piuttosto dimmi che ore sono"
"Sono circa le 5... Perchè?"
"Come vola il tempo..."
"Appunto, quindi non ne sprechiamo altro e...parla!"
"Su su dai adesso basta... Ah e non ti azzardare a prendere i miei fogli per leggere! Intesi?"
"Sì sì tranquillo, quelli non li tocco... E poi li tieni sotto chiave... Ma la chiave ce l'hai al collo... Potrei sedurti e portartela via!" "Per te sarebbe un gioco da ragazzi suppongo!" Suoni di clacson dalla strada...
"Azzurra, chi è questo folle che strombazza?"
"Non lo so!"
Andiamo alla finestra...
Una Honda Civic proprio davanti casa mia, con a bordo una ragazza dannatamente familiare...Aurora!
Prima che Azzurra si affacci la blocco
"E' per me. Torno subito. Non sbirciare."
"Chi è?"
"Un amico... tranquilla tutto apposto..."
Scendo e mi avvicino alla macchina.
Monto nel posto del passeggero anteriore.
"Bé, non si risponde al cellulare?" dice Aurora con un sorrisone, inclinando leggermente la testa
"Si è rotto..."
"Oh, come mai?"
"Diciamo un tragico incidente... Come mai sei venuta qui?"
"Bè niente non rispondevi... Mi andava di vederti..."
"Bè ora sono qui..."
"Sì lo vedo che sei qui... C'è ancora odore di sesso in macchina"
Non so perchè, ma questa sua affermazione un po' mi infastidisce, sarà che non ne ho minimamente voglia.
"Oh bè... Portala a lavare"
"No no mi piace così... Bè ti porto da qualche parte?"
"Bè come vuoi... Io in realtà dovrei tornare dentro... Sai mia sorella..."
Accende la macchina e parte. Ridendo. Non mi fa una bella impressione.
"Bè dunque che mi dici? Che hai fatto oggi?"
"Niente, sono uscito con un amico, giocato un po'... te?" "Tornata al bar. Ho finito il mio turno da un po'! Ahn sì, ho detto al mio ex che ora ho un altro..." "Cooosa? Perchè?"
"Perchè ora ci sei te..."
Mi si gela il sangue... Deglutisco
"Aurora... Penso che dovremmo parlare"
"E di cosa?" lo vedo da come stringi il volante che hai capito qualcosa... Stretto stretto...
"Bè... Non so se quello che è successo questa mattina sia stato giusto insomma..."
Accellera
"Cosa vorresti dire?" dice quasi ringhiando
"Bè... sai... Io.."
"Tu?" accellera ancora
"Aurora non pensi sia il caso di rallentare un attimo..."
"Agl'ordini del padrone, cazzo" inchioda in mezzo alla strada. Per fortuna non avevamo nessuno dietro. La mia assenza di cinture mi fa schiantare la faccia contro il cruscotto.
"Oh Cristo sei ritardata? Che ti salta in mente?"
"Sì sono io quella ritardata vero? Sì devo proprio essere cretina per cedere a uno che insiste così tanto, e non capire che vuole solo fottere e poi scomparire"
"No Aurora non hai capito io..."
"Appunto non ho capito!" urla "Non ho capito un cazzo dalla vita! Ma che mi salta in testa per lasciare il mio ragazzo! Per te poi!"
"Cosa scusa?"
"Sì cazzo, l'ho lasciato grazie a te sai? Chi pensi che fosse il tizio che ti ha fatto brutto davanti al bar eh? Chi pensi che ti abbia rovinato a calci e pugni e ridotto in quel modo? Coglione... E io che in te avevo visto tanta dolcezza... E speravo che esistesse qualcuno diverso... E invece non solo mi prendo uno schiaffo da uno stronzo manesco dopo averlo lasciato, ma mi lascio anche scopare da un coglione bambino che non sa cosa vuole e si diverte a usare le persone! Che ingenua che sono stata... Cos'è hai un'altra?" "No, ti pare che io... No Aurora non ho nessun'altra..." non fisicamente almeno... "Ah no? E allora spiegami! Penso sia mio diritto!"
"Sì sì lo è... però... Cioè ecco... Io ho la testa altrove... Cioè sì penso a un'altra onestamente però..."
"Scendi!"
"Ma aspetta, lasciami spiegare!"
"No, non ti voglio più sentire, stupido viziato. Scendi!" "Lasciami finire!"
"HO DETTO SCENDI!"
"E' MIA SORELLA!" Silenzio. Lei scoppia a ridere.
"Ok adesso scendi"
"Pensavo mi potessi aiutare..."
"A fare cosa? Un incesto? Una cosa a tre? Scendi coglione e non farti mai più rivedere"
"Bè... Se è ciò che vuoi..."
Scendo... Mi guardo attorno... Palazzi alti, e grigi... Finestre scure... Scarsissima luce, in inverno è già buio a quest'ora...
"Un'ultima cosa.... dove siamo?" "A fan culo... Ciao"
E sgommando riparte...
Dunque, cerchiamo di tornare a casa adesso... Dove sono? Guardiamo se c'è qualche cartello...
La via mi è familiare... Allora... Dovrei essere in centro... Sì sì... Le facce poco gentili e internazionali sono senza dubbio indice che mi ritrovo in una delle zone peggiori della città...
I numerosi "Kebabbari" sono pieni di persone con pelle mulatta, che parla lingue taglienti, di cui poco capisco...
Cammino veloce... Sento sguardi su di me... Vedo un autobus in lontananza... Lo prendo... E' vuoto.
Non ho idea di dove vado, chiedo all'autista.
"Scusi, dove porta questo autobus?"
"Capolinea..."
"Capolinea stazione, o capolinea "parte opposta"?"
"Capolinea "Parte opposta" ragazzo..." "Quanto pensa che ci impiegheremo?"
"Lo vedi quel cartello ragazzo?"
Mi indica una grossa placca metallica:
NON DISTURBARE IL CONDUCENTE
"Ora se non ti dispiace, prenditi un posto a sedere... O stai in piedi ragazzo, basta che mi lasci guidare..."
Mi siedo e aspetto.
Riconosco alcuni posti dove siamo passati con la macchina... Non penso a nulla, non mi va di pensare... Canticchio canzoncine nella mia testa...
"Capolinea, scendi ragazzo"
L'autobus è rimasto vuoto per tutto il tempo. Scendo e mi ritrovo a un parchetto, con dell'erba e delle giostrine...
Mmm...non so se ho già visto questo posto... Ma sì! E' a due passi dall'asilo del mio paese! Dunque dunque...Giro, sinistra, destra, dritto, sinistra, sinistra...
Arrivo a casa.
"Si chiama culo a volte..." penso, mentre apro con piacere la porta di casa mia... Non ho idea in realtà dei giri che ho fatto, e di quanto sia stato fuori, ma l'orologio mi avvisa che sono già le 9 di sera...
"Zary...? Zary dove sei?" Non risponde nessuno. Non ci sono luci accese. Salgo al secondo piano.
Vado verso camera sua. La porta è socchiusa.
"Zary, sei qui?"
Cerco di aprire la porta ma pare che ci sia qualcosa di fisico che la blocchi...
"Zary cos'è, provi a bloccare la porta con il letto? Almeno dovresti chiuderla la por...Azzurra!"
Appena entrato, mi accorgo che ciò che bloccava la porta non era altro che il corpo di Azzurra... Mi chino su di lei
"Ehy Azzurra tutto ok? Tutto bene?"
"Ohy ohy... la testa che male... Fratellone... Sei tu?" "Sì, ma che succede, che hai?" "Niente... scusa..." "Scusa di cosa?"
"Di questo..."
Tira su la manica della felpa. E' buio, e non vedo bene... Ma capisco perfettamente quando sento tintinnare per terra una lametta che prima teneva nascosta dentro una mano. June 16 SfogoNon so in realtà perchè sono qui seduto a scrivere... in una serata così... un po' del cazzo. Non so nemmeno perchè parlo di me qui, che mi ero ripromesso di non farlo più, se non sotto forma di poesia, prosa o forme artistiche criptiche... Non so...
Ci sono momenti proprio da sotto le scarpe, in cui uno si sente un po' nessuno, e realizza che nel giro di 12 mesi deve dare una direzione alla sua vita, possibilmente più in alto possibile, ma non sai proprio quale cacchio di direzione sia quella... E' un po' come quando da bambini stai correndo dietro a un pallone convinto di quello che fai, poi ti bendano, ti girano su te stesso e dicono "Ora giochiamo a mosca cieca" e tu perso, non conosci nemmeno le regole del gioco, e fai un po' tutto a caso... corri perchè sai correre... allunghi le mani perchè cerchi qualcosa... ma non si ottiene nulla...
Ecco, così mi sento più o meno...
Scrivo in un istante in cui l'informatica mi fa schifo, in cui non credo minimamente in quello che faccio, in cui guardo in alto, forse troppo, e vedo artisti, cantanti, scrittori con un pubblico vastissimo, e vedo che gente a 18 anni era già, non so, un cazzo di Poeta che sapeva 12 lingue tra cui l'aramaico antico e passando gli gettavano i petali ai piedi, o cantanti che a 16 già sfornavano demo, o almeno avevano le palle di buttarsi nella mischia, prendere un microfono, fottersene della voce, e dire tutto ciò che gli passavano per la testa...
E io a 17 sono ancora qui, a un computer, che magari progetto un futuro che nemmeno mai ci sarà... Bah, adolescenza sprecata... Alcool, giochetti... poca roba...
Sono questi momenti... In cui pensi che ognuno che ti dice che sei bravo lo dice tipo "Poveraccio, questo se non gli diciamo che è bravo si spara" oppure "fa proprio pena, diamogli sta soddisfazione", in cui capisci che bene o male sì, hai fatto, scritto, brigato... ma tra le mani hai mosche... E vorresti un briciolo di immortalità, di essere ricordato... E qua è un altro bel discorso che non apro...
Mi terrorizza e mi sta stretto lo stare nella folla... sotto il palco e non sopra.... Chiamatela pure invidia o come volete, forse è solo ambizione... Ma non sapere come concretizzarla...
Bah soliti deliri del cazzo... mi passerà sicuramente... però da oggi voglio cominciare a lavorare seriamente... a darmi da fare... per magari emergere...
Sì chissà quante volte ho ripetuto sta frase...
Buona notte... e Vaffanculo... May 29 Capitolo 15 - Voli pindariciMi siedo qua, alla scrivania di camera mia... E giro la penna tra le dita...
E penso...
Alla fine io non vengo dal nulla... Io non vengo dalla perdizione, ne dalla strada. Io sono cresciuto in una famiglia. E' vero, mi è mancato un po' affetto dai miei gentiori... Ma ho sempre avuto tutto... Un tetto, un letto, da mangiare... O almeno, quando ci si ricorda di fare la spesa... Ma i soldi non mancano, e avere una casa a due piani non è da tutti... Rispetto a chi abita in affitto...
Ho un bel rapporto con mia sorella... Non bevo troppo... Non ho mai fumato... Non mi faccio di canne... Ho solo voglia di trasgressione... Voglia di non lasciarmi morire qui, in questo buco di mondo...
Non sono una vittima ma un vittimista... Mi taglio, non mi curo... Trasandato, per farmi notare dagl'altri... Per far provare per me compassione... E io posso recitare la parte dell'indomito guerriero... E tutti sono contenti... No non mi faccio aiutare... Non perchè penso che sia da deboli... Ma posso aiutarmi da solo! Non voglio che altri mi rubino il lavoro...
Non sono un poeta maledetto.. Non sono un dannato infernale... Forse un sognatore... Un po' pazzo... Sì la pazzia c'è in me... Gran dote quella...
Nn sono un avvilito, uno sconfitto o un fallito nella vita... Ho subito un unico pestaggio in vita mia... Sono sempre stato felice... Ho avuto un'infanzia serena... Ho sempre avuto l'amore di mia sorella...
Ho sogni e ambizioni... Non sono ancora spento...
Ho davanti una vita..
Sì mi taglio... che vittimismo pietoso... lo faccio anche se non ne sento il bisogno... Perchè? Gusto di farlo... La prima volta è stata curiosità... forse un paio di volte mi è anche servito a distoglirmi... ma poi è più che altro automastimo... Lo faccio per abitudine...
Racconto un mare di bugie... anche a me stesso... Mi dico tante di quelle cose che non sono vere... Mento a me medesimo... Aiuta l'autostima... Moltissimo... Però... Non sono mai me stesso...
Io sono uno spaccone... Io mi credo Dio... Io odio tutti e tutto ciò che mi vada contro... Lo demolisco dentro d me, anche se sono d'accordo...
Intanto sogno... Sogno un mondo diverso... Un mondo dove persone fantastiche si incontrano... E aiutano gli altri... Sogni gli angeli... Che esistano veramente, e che siano indissolubilmente legati alle stelle... Si spengono e brillano con e come loro... Muoiono la mattina, e rivivono la sera... la notte... Escono e aiutano chi serve... risolvono i problemi.. vivono in eterno e in leggerezza... Amano e basta... Se odiano, scompaiono e smettono di esistere... Il loro passo è vellutato e argenteo... I tratti somatici unici...
Ma non è così... Il mondo reale è cannibale... Vorace... Ci distrugge... Ma poi non è vero... ecco, ancora, ricado nelle mie trappole mentali...
Il mondo è bello... o almeno normale... non ha come scopo di distruggerci... O almeno, non il mio... C'è chi soffre, chi ha la vita finita già a sedici anni...
Va bene, mio padre è un po' manesco, cosa vuoi che sia? Finchè non tocca Azzurra... Insomma chi non ha preso due schiaffi dai propri genitori?
Elucubrazioni mentali le mie... Al buio di una stanza...
Il bussare di Azzurra interrompe i miei pensieri, la sua voce spezza ogni volo pindarico e mi riporta nel reale.
"Avanti!" le dico...
Poggio la penna. Accartoccio il foglio e lo butto nel cestino. May 28 E' già finito.No... non lo sai... non puoi saperlo... nessuno lo sa...
Nessuno è mai entrato...
Non puoi conoscere il buio... il buio sì, della mia mente... non lo puoi vedere... non lo puoi penetrare... ci ho provato sai, a fare luce? Ci ho provato... Con qualche sistema... Qualche lanterna... fittizzio fuoco fatuo... Nulla...
Ho mandato segnali... di quelli disperati... sai cosa vuol dire urlare con un bavaglio in bocca? No non credo... Chi mi circonda ha sempre gridato i propri pronlemi, tutto ciò che succedeva... che non andava... e così si sono create anche le persone per aiutarvi... sì...
Io? Io no... Non posso essere aiutato... Io non vengo aiutato... Questa è una bella trappola sapete?
Sì... perchè quando non puoi dire i tuoi problemi, quando non lo trovi giusto... l'unico modo per farlo capire, è con...gesti, talvolta estremi...
Io odio. Sì... Provo anche odio... e Rancore.... nutro risentimento... Non sono buono. Non sono una buona persona. Lo so, lo ammetto...
Forse lo sono stato... un tempo... quando vivevo. Sì, vivevo. Non vivo più. Che vuol dire vivere se hai il pensiero della morte costantemente in testa? E il vuoto che mi sta divorando adesso, pensando che il mio tempo è... finito. Non durerà in eterno... Mi distrugge questa idea... E mi chiede di avere qualcosa dopo... Di trovarlo...
Ci avevo provato, tanto tempo fa, a risolvere tutto con la fede... Ma io non credo... Non posso... è così irrazionale...
Sì... la mia mente è un perverso meccanismo... Più sto male più mi chiudo... più mi chiudo, più chiedo muto soccorso... più lo chiedo, meno arriva... meno arriva e più mi sento solo... qui, nel mio oblio... tutto è nero attorno a me, mentre scrivo...
Sai cosa significa un'anima dannata? Sai cosa significa non avere doni, in realtà? Non essere predisposti? Sai cosa significa quando ti prendono le ali e te le strappano?
No, non credo... Lo senti questo crollo psicologico? Sì... ma non è il delirio di un pazzo... sono solo i pensieri di un adolescente... a me farebbe terrore pesare che un ragazzo possa avere una mente così cupa... ma non per tutti è così scandaloso... no...
Ma lo vedi cosa scrivo? Lo vedete tutti, fino a che punto tocco il fondo e scavo? Sì... sono corrotto... il mio spirito lo è...
Promettevo a me stesso di essere diverso... sono diventato ciò che non volevo...
Mi sono sempre detto che certe cose non sarebbero mai successe... e sono accadute....
Mi sono trasformato... Mutato... Involuto...
Realizzo ora... La maggior parte del tempo, sono solo. Non parlo con nessuno... Con me stesso, sì... faccio giae quello che ho la sopra...
Ok... Questo è un problema... chiudetevi in una stanza con solo voi stessi, per 17 anni... uscitene, e ditemi come state... Se avete ancora verbo da bisbigliare tra le labbra...
Un anno fa, vedevo i miei limiti, questi limiti, come semplici ostacoli da superare. Una montagna da scalare, per guardare il mondo... Ma poi limite su limite ne trovi altri... alcuni fini a se stessi, che non portano a niente... e quando sarò su? Potrò guardarvi dall'alto in basso? Non è una grande soddisfazione... lo faccio già...
Sì è vero... Sono altezzoso... Superbo... penso di avere qualcosa in più... l'ho sempre pensato... il genio... il talento... cose che mi appartenevano... una spanna in più rispetto agli altri... ora realizzo... ogni cosa, finisce dove inizia... tutto, è così limitato... Così confinato... che non esiste quasi... Perchè devo ridurmi a studiare conoscenze già morte e spente? Perchè devo ridurmi a scrivere, se una volta finito quello che resta sono solo parole ammucchiate? Perchè cantare, suonare, giocare... amare...odiare...perchè? Finisce tutto, e non sarà mai esistito...
Solo... sì... ecco cosa sono... solo cammino su questa terra... pongo un passo dopo un altro... senza però lasciare traccia... sono acqua nel mare... un piede sull'asfalto... nulla cambierà dopo il mio passaggio...
Nulla cambierà, dopo questo...
P.s.: ricordatevi sempre, al fine di non sembrare un folle, che tutto ciò che scrivo, non vuol direche io lo pensi =)
Quest'opera, come tutte le altre su questo blog, è protetta da Coypright. May 22 Capitolo 14 - Bisogna apprezzare quello che si haMi lascia davanti a casa. Mi lascia un bacio su una guancia.
Sono le ore 13.45. Orario perfetto per non destare sospetti. Almeno ritarderò il momento in cui verrò fustigato dai miei genitori. Che ovviamente non sono in casa.
Genitori assenti. Sotto certi aspetti è un bene. Sotto altri...
Chiudo la porta dietro di me. Zary è già in casa. Ovviamente, la sua scuola è più vicina della mia. Questione di minuti in realtà.
E' sdraiata sul divano. Guarda la TV. Stanno dando un notiziario. Ah no, volevo ben dire, stava solo facendo zapping. L'ultima volta che l'ho vista guardare un telegiornale è stato quando... In realtà non l'ho mai vista guardare un telegiornale. Al massimo leggere qualche quotidiano, quando costretta.
"Wè Zazà! E' tornato il principe della Casa!"
"Sì, il principe sul pisello! Bè sempre meglio del re valà..."
"Hai già mangiato?"
"No... Fai tu?"
"Come sempre... Ok... Che c'è in frigo?" "Non molto più di ieri... Guarda se magari sta mattina mamma ha fatto la spesa."
"Spera, se no ci tocca digiuno..."
"Noouu..."
Il tuo lamento mi suona così tenero, dolce... Lo spero davvero ci sia qualcosa da mangiare... Lo spero per te, piccola... Di me... Bè, ho lo stomaco chiuso. Non ho fame. Saranno le emozioni della mattinata... E anche ne avessi, non mi importerebbe... Ti darei tutto ciò che c'è nella dispensa, a costi di rimanere giorni senza vedere cibo... Ti voglio troppo bene...
Apro il frigo...
Una busta di plastica troneggia al centro dei tre ripiani. Un biglietto.
"PRANZO"
"Ragazza, ottime notizie!"
"Yeeeeee...."
Si precipita in cucina. Ovviamente, lo spegnimento della TV risulta un rituale superfluo in questi momenti di totale suspanse, da cui dipende probabilmente se sarà una buona o una cattiva giornata. Avere lo stomaco pieno, conta molto!
Apparecchio alla buona. Due piatti. Apro la busta: due confezioni di affettati. Una a lei e una a me.
"Se hai tanta fame ti cedo anche la mia..."
"Cos'è questa gentilezza?"
Mi siedo. Comincio ad aprire la busta. Lei sta già mangiando.
"Bè, lo sai che sei la donna della mia vita!"
Alzo lo sguardo con un sorriso. Incrocio i suoi occhi neri. Due perle.
E' un flash. Una sequenza di immagini mi ritornano nella testa, ricordandomi la mattinata. Aurora. Prepotenentemente suoni, odori, sensazioni ed emozioni si sovrappongono l'uno sull'altro, mi frullano nella testa, si sbattono sul tavolo, e la gioia che pervadeva ogni membra del mio corpo se ne è andata, presa a calci da un angoscia che ora appesantisce ogni cosa, ogni ricordo, ogni attimo vissuto... Il grano... La macchina... I capelli di Aurora... Tutto grigio, bianco e nero... Opaco...
"Ehy fratellone che hai? Ti sei perso nei miei occhi? Ehy mi senti?"
"Sì...sì... Tutto bene..."
Mi guardo la pelle... Sporca... Sì, mi sento sporco. Lo sento trasudare dalla mia pelle, il sudiciume, il peccato mortale che ho commesso. Mi faccio schifo. Vorrei prendermi le mani e strapparmele!
Ma che ho? Che mi prende?
Ecco che mi prende! L'ho tradita! Ho tradito Azzurra! Tradita? Ma è mia sorella!
Dannazione, come ci starei io se lei andase con un ragazzo? Non ci starei male?
Sì è vero, però probabilmente lei già ci va! Non mi devo fare illusioni!
No basta non voglio pensarci ci starei male! "Fratelloooooneeee? La terra ti chiamaaaaa? Che haiii? Tutto bene a scuola?"
"Io...sì sì tutto bene... Scusa non ho più fame... Mangia tu..." "Ma ti ho detto che non lo voglio! Hai sentito? Dai, che hai?" Non ho il coraggio di guardarti negl'occhi...
"Io... Lascia stare. Tutto ok. Davvero."
"Va bè... Mi fai sentire inutile..." tu non sei per niente inutile sciocca "... tra un quarto d'ora vengo su e mi racconti tutto capito? Non hai scelta!"
"Ok, se proprio insisti... Ma sarà una confidenza di livello uno... capito?"
"Certo capo! Anche se ultimamente piovono un po' troppi livelli uno..." Esco dalla cucina. Salgo in camera mia.
Non voglio pensare. Voglio abbandonarmi all'apatia. Sono nell'oblio, il limbo del mio animo. Della testa.
Vibra il cellulare. Lo guardo.
Aurora: Ciao tesoro, grazie della mattinata. Anche se non hai voluto andare in fondo è stato fantastico. A presto. Un bacio. Ti amo
Mi ami? Mi ami? Ma che cazzo... sai che vuol dire quella parola?
"Fottiti!" ringhio tra i denti stretti, mentre scaglio il cellulare contro la parete. Si distrugge. La testa mi cade tra le mani. Il buio mi avvolge. Mi si stringe attorno. Il freddo abbraccio della solitudine. Fottetevi tutti. Dannazione... Vi odio! Sì... Ancora solo... Un flebile raggio di luce filtra dalla porta semi-chiusa e sfiora, facendo brillare, un oggetto metallico su una scrivania.
Lei, la mia amica... Compagna di disavventura... Non mi ha mai abbandonato... Sì... Mi accompagnerai ancora...
Mi alzo. Ogni passo, pesa come avessi un mattone ai piedi. Tocco la lama. Sent il suo freddo calore, glaciale scheggia che scatena l'inferno sulla mia pelle... Mi accompagnerai anche ora... La fine...
La porto sul mio polso. Non posso vivere sapendo che ogni notte chiuderò gli occhi, e penserò e mi dilanierò, distruggendo ogni drappo di razionalità, di luce... squarci neri si lotterano ogni minuto della mia vita...
Premo un po'... La prima goccia, sul lato sinistro del mio polso viene stillata...
Suona il telefono. Risponde Zary.
"Pronto? Sì è in casa te lo passo"
Sento correre su dalle scale. Lancio la lametta nel cestino. Mi tuffo sul letto. Striscio il polso sotto il cuscino per pulirlo dalla goccia rosso vivo.
"Fratellone c'è il tuo amico al telefono... quello lì dai... gli dico che non ci sei?"
"Quello lì chi?"
"Dai quello che è venuto qua la settimana scorsa!"
"Ah lui! Sì, adesso arrivo..." Scendo le scale... Finalmente una persona a cui voglio veramente bene... e che non ho tradito. Parlare con lui è illuminante. E' un amico eccezionale. Confidente carissimo. C'è una stima reciproca eccezionale.
"Ehy capo, ciao. Che si dice?"
"We ciao! Senti, ti chiamo per chiederti se vieni a fare due tiri a basket...".....silenzio...."...pensi di venire?"
"Mmm.... mah, avrei da fare ma... sì dai esco... così parliamo anche un po'..."
"Ti sento strano! Tutto ok?"
"Sì sì, tutto a posto... A che ora e dove?"
"Adesso al solito campetto! Quello vicino al laghetto" "Ok. Sono già la. A tra pochissmo"
"A tra poco bello!"
Tlick.
"Ehy Zary io esco"
"Di già? Ma dovevi raccontare a me! Uffa!"
"Quando torno ti dico tutto dai!"
"Eh no... Mi tradisci!" dice sorridendo...
Battuta infelice...
"Eh già... io? Non potrei mai... Ciao"
Esco chiudendo la porta dietro di me. Isolato dal mondo. Nei miei pensieri. Attraverso strade, guardo macchine e calpesto marciapiedi con una leggerezza, una non curanza che è atipica... apatica... sì, apatica è il termine giusto... Non riesco nemmeno a pensare... Sono già la... Minuti sono passati in attimi. In un respiro. Persi. Nel nulla. Il clima è mite. Sì sta bene... Tutto sommato.... Fisicamente parlando...
Lui è già la. E' sempre in anticipo. Ci tiene a queste cose. Sì sta allenando. Il cappellino a visiera tipicamente girato di lato. I tiri tipicamente sbagliati. Non siamo due fenomeni. No, per niente. Però nella nostra incapacità, siamo dei talenti. E poi ci divertiamo.
"Eccoti finalmente! Come va allora? Di che mi dovevi parlare?"
Mi passa la palla.
"Mah... va come va..."
Tiro... Ferro...
"Perchè? Problemi di donne?"
Tira... Tabellone... Ferro...Fuori...
"Sì..." ha sempre avuto un certo talento per capire queste cose
Tiro... Tabllone... Dentro...
"Se? Davvero? Finalmente ci ho preso! Dopo le ottocento volte che l'ho detto! Sapevo che prima o poi ci avrei preso!" come non detto... sorrido...
Tira... Ciuffo, la retina nemmeno si smuove...
"E seriamente... Prolemi di donne... Che tipo di problemi?"
Tiro... Sbaglio...
"Problemi che sta mattina sono stato con una ragazza...."
Tira... Da tre... Forse un po' esoso... Corto... Non sfiora nemmeno la retina...
"E lo chiami un problema? Vai bello! Aspetta... non mi dire... era un uomo e l'hai scoperto troppo tardi?"
Tiro...No comment... "No, coglione. Mi sono accorto troppo tardi che era tua mamma... Dai, a parte gli scherzi... il problema vero è che...Uff..."
Tira...Canestro... E' in forma oggi eh?
"...Il problema è...che... Zary... Uff..."
Tiro... Rimbalza due volte sul cerchio... Poi esce...
"Zary? Azzurra? Ma non è tua sorella? Che centra? Era lei quella con cui sei stato?"
"No magar...cioè... Io sento di averla tradita facendo così... Io... Forse la amo..."
Tira... Inciampa... Mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite... La palla va contro il vetro di una macchina... scatta l'allarme...
"Oh fuck... Spè spè... Intanto andiamo via da qui che se arriva il proprietario... vieni, andiamo a casa mia lì parliamo meglio..."
Abita giusto qui vicino... Recuperiamo il pallone e corriamo da lui... Un paio di minuti e siamo sotto il suo cancello. Un cancello marrone, in ferro, che anticipa una porta a vetri. Suona il campanello... Fila di sinistra, terzo dal basso...
"Chi è?"
"Sono io"... una risposta che dice molto... Il cancello scatta. Si apre. Prendiamo l'ascensore. Secondo piano.
"Potevamo farcela a scale..." commento...
"No no, devi risparmiare il fiato ragazzo!"
L'ascensore si apre. Attraversiamo il corridoio. La sua porta è dall'altra parte del pianerottolo.
All'entrata c'è un grande specchio. Passa sua mamma.
"Ciao! Ciao!" ci dice con quella voce in semi-falsetto, e con quel sorriso... falso.
Seguo il mio amico in camera sua. Due letti. Lui e suo fratello. Ci sediamo.
"Allora... Dov'eravamo? Ah sì.. Tu ami tua sorella... Ok... Cos'hai fumato?"
"Dai, sono serio... Ti giuro..."
"Ma in che senso la ami...?"
"Nel senso che la voglio solo per me! E che mi sento sporco ad essere stato con un'altra!" "Bè... Non dico sia normale... Dico che se avessi una sorellina più piccola probabilmente reagirei anche io così.. Non hai fatto nulla di sconsiderato comunque vero? Mi pare la cosa ti abbia toccato molto..."
"In che senso cose sconsiderate?"
"Dai... ti sei tagliato?"
"No..."
"Bene, almeno quello... Sai che è importante..." "Sì... ma non è quello il fatto..."
"...Sì giusto... Senti... La questione è semplice... Tu le vuoi bene... Non hai mai avuto storie prima no? Quindi stai vivendo adesso queste emozioni... Fortunatamente sei tanto legato a tua sorella... Non lasciare mai che qualcosa si frapponga fra voi due... Nemmeno questa Aurora... Ma hai trovato una ragazza... Insomma, la tua prima possibile storia! Vivila!"
"Tu parli facile... C'hai la ragazza da una vita! E non hai sorelle..."
"Sì va bè, è un altro discorso... Senti me... Non ti dico di abbandonare tua sorella... Nemmeno di staccarti... Anzi, impara ad averla più vicina... Più vicina come sorella... Mi capisci? E' stata l'unica donna presente nella tua vita per parecchi anni... è normale che ora tu la veda come 'qualcosa di più'. Ma non può esserlo... A meno che lei non sia d'accordo ma è un altro discoso ancora... Rimaniamo sul concreto... Non farti ancora più male... Lo sai, con lei non è possibile avere una storia... siete fratelli! Vivi Aurora... Non dannarti l'anima, prima o poi doveva succedere... O volevi passare la vita a rincorrere una chimera? O nella paralisi più totale della tua sfera emotiva?" Silenzio... I suoi occhi verdi chiaro mi apparivano così limpidi e sinceri mentre parlava... Lo vedevo, che mi stava scrutando dentro, analizzando ogni mia reazione... E poi questi consigli... Ha ragione... In effetti è vero... E' davvero un ottima persona... Merita quello che ha...
"Hai ragione... Grazie..."
"E di che? Grazie di cosa? Dai dai..."
Si alza. Anche io.
"Ti meriti tutto quello che hai..."
"A cosa ti riferisci?"
"Alla tua ragazza... Che un giorno dovrai anche presentarmi... Alla tua famiglia quasi perfetta... All'essere felice..."
Mi fissa. Mi penetra con lo sguardo. Serio. Mi sento ghiacciare dentro.
"Amico, lo sai. Anche io ho dei problemi. Li ho avuti. Forse non come i tuoi... Forse diversi, più o meno profondi... Ma diciamocelo: siamo due fortunati. Più o meno... Conosco gente che... cazzo davvero, quelli hanno una vita di merda... Bisogna solo apprezzare quello che si ha..."
"Tu parli bene, perchè hai..."
"Ognuno vede quello che non ha, lo sai... Non invidiarmi nulla, o dovrei anche io invidiare te... E tua sorella... E qui chiudiamo il discorso"
"Bè ma ultimamente te vai più d'accordo di prima con tuo frat..."
"E qui chiudiamo il discorso" ripete. E quando ripete, non si può discutere oltre
"Ok... Sai che se serve..."
"Sì tranquillo, lo so... Magari dopo ti mando un messaggio..."
"Ehm... ho rotto il cellulare..."
"Come hai fatto?"
"L'ho scagliato contro il muro... Rabbia..."
"Ecco... e poi non avevi fatto cazzate vero? Va bè... Pasticcione" mi sorride.
Ha un bellissimo sorriso. Mi rasserena.
"In caso mi chiami..."
"Sì... Ti chiamo... Dai ci sentiamo presto ok?"
Stretta di mano solida. Come la nostra amicizia.
"Certo, grazie ancora... Ciao!"
"Ciao e... tagliati quei cappellacci neri incolti!"
Chiudendo la porta scorgo il suo ultimo sorriso... Ora ho qualcosa su cui riflettere... Cammino verso casa... Tanto leggero come sono andato via... Ma con lo spirito più sereno... Devo pensare...
Arrivo... Apro la porta. Salgo le scale. Entro nella mia stanza. Ancora oscura...
Mi siedo sul letto... E mi ricorda qualche minuto prima... Quando ero da lui, il mio amico... E ancora prima... Quando ero ancora qui... Con quella lametta...
Ora però, non mi sento più solo, nel buio... April 18 Io e te, fuori dal mondo che mai ci capiràIo e te. In questa stanza. Finalmente nessun'altro. Fuori da un mondo che non ci può capire. Non ci ha mai capito. Ma ora lascialo lì, aldilà della porta, tutto il resto. Solo io e te. Finalmente.
Il letto. Siamo qui. Sono seduta davanti a te. Ti scruto negl'occhi. Neri, bellissimi occhi. Mi fanno impazzire. Fissami. Sì, così. Sono già nuda davanti a te. Nuda è la mia anima e spoglio il mio pensiero. Ogni singola emozione, tu l'avverti. Sì, l'avverti dal mio sguardo. Ecco. Mi stai facendo tua, con quei tuoi occhi neri. Io sono tua. Per sempre. Non voglio altra persona al di fuori di te. Solo tu. Sì, continua a scrutarmi dentro, mentre la tua mano mi sfiora il fianco. Che leggero è il tuo tatto. Che soave. Sì, mi piace così, con calma. Non abbiamo fretta. Il mondo fuori aspetterà. Aspetterà solo noi. Hai congelato il tempo. Hai congelato me col tuo calore. Calore che avverto solo stando qui, a pochi centimetri da te. Non abbassare lo sguardo. No, non farlo. Continua a catturarmi. Continua a possedermi.
Lascia che le mie mani cingano il tuo viso, sfiorino i tuoi lineamenti. Perfezione. Ti accarezzo le guance. Sento ogni particolare del tuo volto. Riesco a sentire i solchi. Quelli lasciati dalle tue lacrime. Sì, li sfioro. Lo sento il tuo dolore, amore mio, e io soffro con te. Soffro sapendo che hai sofferto. Non è giusto. Perchè il mondo deve farti soffrire. Dannazione. Sento la rabbia che cuoce in me, che ribolle! Urlerei! Perchè solo io devo spezzarmi, solo io devo soffrire, cadere, sbucciarmi le ginocchia e poi rialzarmi e ricascare ancora giù, e giù nelle profondità della perdizione e del dolore, sporcandomi queste mani, incatramando ogni centimetro del mio corpo con i peccati più mortali e torturando il mio spirito con le più perverse costrizioni purchè questo mondo lasci te, mio angelo, immacolato e libere le tue ali, bianche e terse, portandomi con te, se solo mi riterrai degna, io sarò tua succube. Ma ti prego, non lasciarmi mai. Mai...
Mi vedi assorta nei miei pensieri, e forse senti anche quel piccolo sussulto di rabbia. Mi sorridi.
Il mio dito scorre. Dal tuo occhio, fino giù, alla tua bocca. La tua bellissima bocca. Ne traccio i contorni. Quelle labbra. Rosse. Rosse come il tramonto più bello. Emozionanti come l'alba su una spiaggia di qualche isola esotica. Il mio volto si avvicina. Arrosisci. Le tue guance rosse. La tua innocenza.
Non voglio correre. Non voglio sprecare nemmeno un istante. No. Andiamo piano. Piano mi avvicino. Lentamente. Mi fermo lì, a mezzo centimetro da te. Le nostre labbra già si socchiudono per lasciarsi andare, libere. Sento il tuo respiro che si intreccia col mio. Sento il tuo fiato. La tua emozione. Te la leggo negl'occhi. Le tue pupille. Dilatate come un gatto. Lo fai tu quel mezzo centimetro che manca. E' un flash. Un brivido che mi toglie ogni pensiero. Non riesco più a trattenere le emozioni. Sono persa. Qua, davanti a te. Ma la mia anima non è più dov'è il mio corpo. Lei è in te adesso. Io e te siamo una cosa sola. Perfetta. Più di una sfera. La tua lingua. La sento. La sento sulla mia. Sì, mi piace. La tua mano, la sento. Intraprendente, nella sua innocenza. Il mio corpo è tuo. Ti infili sotto la mia maglietta. Leggero come sempre, angelo mio. Sei vento, che mi sfiori. Arrivi sul mio seno. Sfioralo, amore mio. Sì, solo tu mi sai provocare piacere solo sfiorandomi. Solo tu conosci ogni mio segreto. Lasciati andare alla passione. Libera il tuo istinto. Sii puramente te stessa. Dimentica il mondo, la società, i suoi dogmi, il bigottismo dei nostri genitori. Continua. Sdraiati sopra di me. Continua a baciarmi. Socchiudo gli occhi. Tu li hai chiusi. E' sparito anche quell'innocente rossore. Sì, ti stai lasciando andare. Dai. Bravo angelo mio. Non essere timido. No, sei troppo puro. Non troverei mai in te, tanta schiettezza da cercare subito lì, un po' più giù, alla fonte del mio piacere. Ti condurrò allora io la mano... No, non fare resistenza. Lascia che sia. Per te è la prima volta. Facevi finta di essere come loro, come il mondo la fuori. Ti ho salvato. Nasconderemo il nostro amore ancora, perchè non voglio tu soffra più di quanto già fai. Io so cosa vuol dire. Abbiamo sofferto entrambi. Ma ora ci sono io per te. Non accadrà più. Ecco, la sento la mano, lì. Fai come se il mio corpo fosse il tuo. Sai come si fa'. Sì, così...
Driiiin - Driiiin - Driiiin
Il telefono rompe la nostra intimità. Sussulti. No non spaventarti. Torno subito. Non è successo niente. Il mondo non saprà di noi. No, non ancora. Aspetta. Torno subito. Non te ne andare mi raccomando.
"Pronto?"
"Ehy Samantah sei tu? Ciao sono la madre di Giulia, è lì da te?"
"Giulia? Sì, stiamo facendo i compiti assieme. Gliela passo?"
"Sì grazie Samantah"
Mi rivolgo al mio angelo
"Ehy Giuly, vieni? C'è tua mamma che deve parlarti"
Sei ancora tutta rossa piccola
"Pronto mamma? Dimmi... Sì torno per cena... No non preoccuparti torno in autobus... Ok ho capito, mi scaldo qualcosa io... Mi arrangio... Sì ciao... Ciao..."
Metti giù. Sospiri.
Ti sorrido.
"Tutto bene tesoro?"
"Sì sì... mi ha solo detto che sta' sera lei a cena non c'è e dovrò farmi io da mangiare"
"Ok... Ti sento agitata nella voce piccola. Tutto bene?"
"Sì sì Sammy... E' solo che... Sai ho avuto paura ci scoprissero... Non pensare che mi vergogni di te... Ma sai che... Insomma i miei non capirebbero... E io..." "Tranquilla piccola, lo so... Ci sono passata anche io... Va bene così"
Le sorrido. Lei ricambia e mi abbraccia.
Si avvicina al mio orecchio. Sussurra.
"Ti amo" April 15 Break - Schizzo su un foglio.Scrivo così, adesso, con poche pretese
Quel tipico malumore da serate uggiose
Strano, però, che fuori splenda il sole
Faccio solo ciò che suggerisce il cuore
Lasci la penna scorrere su neri mari
Della mia angosica, siamo seri
Animo di cristillo in una scatola di sassi
Finisco irrimedabilmente in cocci sparsi
Ogni scossone mi scuote, e mi fa paura
Conoscio di questa fragilità fottutamente pura
Di quella ingeniutà forse un po' persa
In possesso di una vita che è dura
Quando è in salita scrivere è la cura
Uso le parole che non amo, tu giura
Leggi senza interpretare e lascia fare
Fai scorrere, il sapore un po' di sale
Sulle labbra, sai quanto una parola fa male?
Prova a infilarti in petto la lama di un pugnale
Vorrei uno stiletto al posto della lingua e insegnare
Alle persone a parlare, e io imparare a moderare
Questa testa che pensa ciò che vuole
Come un cuore che anche da felice un po' ti duole
Mai conoscerete la mia delusione nella gente
Nelle speranze in un mondo che più urli meno sente
Perso nel mio mondo, fatto di astio e bacco
Se continua, finirò su una cantina col tabacco
E tra le dita una cartina, me ne sbatto
Altre due rime che chiudono il mio atto
Tanto continuerò a darmi per un cazzo
Per amore e delusione me ne esco pazzo
No Interpretation. April 05 Monaco 2009 - Foto e Materiale Esclusivo!Ehy Ragazzi, qua pubblico i link per il downlod delle foto e dei video della gita. Sono tutte foto prese da facebook, quindi già pubbliche. Questa vuole solo essere una raccolta del materiale per velocizzarne la divulgazione! I link saranno aggiornati man mano che mi verrano passate le foto, o che le scaricherò da FaceBook. Per questo vi chiedo gentilmente di darmi i link degli album su facebook o di passarmi in privato le foto.
Grazie per la collaborazione e Buon Download!
March 27 Lui e LeiUn'altro lavoro del nostro amico Sa-Tanuzzo. Sempre più giù, nell'inferno dei sentimenti. Eh sì! Siamo due poeti, uno più maledetto dell'altro... Let's Read!
LUI e LEI
Lui… era una ragazzo normale, come tutti, dico era. Lei… la solita ragazza, per lei il mondo era tutto colorato. Una bella storia d’amore… è finita. Lui non se lo spiega, non capisce cosa sia potuto succedere. Inizia a fumare, ma non gli basta Lei lo vede in questo stato ma l’orgoglio le impedisce ogni mossa. Lui intanto si dà all’alcol. Ma ancora non basta. Lei vede che la situazione peggiora, ma è ancora lì ferma che aspetta. Lui ci va giù sempre più pesante, prima ride, poi barcolla. Lei inizia a soffrire, non può vederlo così, ma ha un orgoglio di ferro. Lui esagera sempre più, barcolla, non si regge in piedi, non riesce a tornare a casa. Lei soffre, non vuole più né vederlo ne sentire parlare di lui. Lui scoppia, non si regge in piedi, sviene, il suo ultimo pensiero è lei. Lei è sconvolta, la notizia, Lui è in coma in ospedale. Lui non lo sa che lei è lì a stringergli la mano e cede a quella luce bianca. È MORTO. Al funerale lei non c’è, dov’è? È MORTA. Lei si è suicidata. Ecco cosa le era costato il suo orgoglio. Due vite. Un amore. (Sa-Tanuzzo)
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